Il tetto e il giardino sono due invarianti storiche dell’architettura. Due invarianti che interpretano, rispettivamente, l’idea del “chiudere la costruzione verso il cielo” e l’idea dell’accogliere la natura nella vita domestica e civile dell’uomo. Entrambi i dispositivi sono escogitati, sin dalla loro origine, con il preciso scopo di risolvere i conflitti dell’uomo, nel suo porsi al cospetto della natura. Il tetto risponde al bisogno di coronamento del trilite. Esso traduce in artificio tecnico la necessità di opporre un’azione di contrasto, di reazione all’inevitabile condizione umana di stare sotto il cielo. Il compito del tetto è, dunque, proteggerci dalle intemperie che dal cielo provengono. Esso è lo scudo di copertura messo “a testuggine” per resistere all’impatto del sole, del vento, della pioggia, della neve. Il giardino attiene, invece, al bisogno umano, nel mediare la costruzione con il suolo, di ristabilire un rapporto con la natura: privandola dell’impervio e del pericoloso; assoggettandola al domestico, conformandola ai bisogni di sostentamento, nell’orto; tramutandola in una stanza a cielo aperto, per poterne ammirare le meraviglie, nel patio.

Il tetto e il giardino: evoluzioni storiche. Dalla casa alla città

Fabrizio Foti
2019

Abstract

Il tetto e il giardino sono due invarianti storiche dell’architettura. Due invarianti che interpretano, rispettivamente, l’idea del “chiudere la costruzione verso il cielo” e l’idea dell’accogliere la natura nella vita domestica e civile dell’uomo. Entrambi i dispositivi sono escogitati, sin dalla loro origine, con il preciso scopo di risolvere i conflitti dell’uomo, nel suo porsi al cospetto della natura. Il tetto risponde al bisogno di coronamento del trilite. Esso traduce in artificio tecnico la necessità di opporre un’azione di contrasto, di reazione all’inevitabile condizione umana di stare sotto il cielo. Il compito del tetto è, dunque, proteggerci dalle intemperie che dal cielo provengono. Esso è lo scudo di copertura messo “a testuggine” per resistere all’impatto del sole, del vento, della pioggia, della neve. Il giardino attiene, invece, al bisogno umano, nel mediare la costruzione con il suolo, di ristabilire un rapporto con la natura: privandola dell’impervio e del pericoloso; assoggettandola al domestico, conformandola ai bisogni di sostentamento, nell’orto; tramutandola in una stanza a cielo aperto, per poterne ammirare le meraviglie, nel patio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/375164
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