La prima delle problematiche affrontate dalla sentenza della Corte di cassazione n. 25007/2016 concerne il momento di decorrenza del termine di decadenza del potere di rettifica dell’Ufficio che deve essere computato “a partire dalla data del versamento dell’ultima rata d’imposta”. La perplessità di tale soluzione nasce dall’accostamento della disciplina civilistica ad una dinamica attuativa del tributo; qual è quella che contrassegna il passaggio dalla fase di dichiarazione e liquidazione dell’imposta principale di successione a quella che è invece finalizzata al controllo e all’eventuale rettifica dei valori dichiarati. Va, invece, condivisa la soluzione della Suprema Corte alla seconda problematica relativa alla distribuzione al “de cuius” di dividendi riferibili ad utili ancora in corso di formazione nell’esercizio e non risultanti dal bilancio regolarmente approvato, in ordine ai quali la Corte ha ritenuto non ricorressero gli estremi del “mutamento sopravvenuto” al valore della partecipazione sociale espressa dal bilancio d’esercizio.

Imposta di successione: rettifica delle dichiarazioni e determinazione delle quote sociali

RANDAZZO, FRANCESCO
2016

Abstract

La prima delle problematiche affrontate dalla sentenza della Corte di cassazione n. 25007/2016 concerne il momento di decorrenza del termine di decadenza del potere di rettifica dell’Ufficio che deve essere computato “a partire dalla data del versamento dell’ultima rata d’imposta”. La perplessità di tale soluzione nasce dall’accostamento della disciplina civilistica ad una dinamica attuativa del tributo; qual è quella che contrassegna il passaggio dalla fase di dichiarazione e liquidazione dell’imposta principale di successione a quella che è invece finalizzata al controllo e all’eventuale rettifica dei valori dichiarati. Va, invece, condivisa la soluzione della Suprema Corte alla seconda problematica relativa alla distribuzione al “de cuius” di dividendi riferibili ad utili ancora in corso di formazione nell’esercizio e non risultanti dal bilancio regolarmente approvato, in ordine ai quali la Corte ha ritenuto non ricorressero gli estremi del “mutamento sopravvenuto” al valore della partecipazione sociale espressa dal bilancio d’esercizio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/38856
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