The essay, divided in two parts, starts from a synchronic analysis of the process of reform of the public employment, constantly subject to regulatory changes in the name of a continuity of its basic principles. Recently, however, it’s possible to observe the crisis of the founding principle of the reform: the principle of unification between public and private employment. This divergence, grounded on abstractly ethical and substantially pre-juridical bases, may lead to inconsistencies, risks and unreasonableness, connected to the creation of special micro-statutes of regulation for public employment, which – instead of being addressed to the regulation of work – are devoted to the imposition of an anti-corruption ethics. Outlined this theoretical framework, the Author, in the first part of the essay, analyses the changes described in the introduction in order to distinguish the processes of structural differentiation between employment in the private and in the public sector from the ones that may be, on the contrary, considered of a mythical, rhetorical, nostalgic nature. The second part of the essay, with an analytical-explicative approach, focuses on the analysis of the regulatory differentiations of the most important institutes of pri-vate and public employment, according to a grid of evaluation and interpretation of the various kind of differentiation: necessary, appropriate/inappropriate, illegitimate. In the last part of the paper, the Author reflects on of the appropriate forms of differentiation between public and private employment, expressing the aspiration of a return to a process of unification of the two sectors, starting from an authentic consolidated text (“testo unico”) for public employment, according to the original project of Massimo D'Antona.

Il saggio, che si divide in due parti, prende le mosse da un’analisi sincronica del processo di riforma del lavoro pubblico, costantemente soggetto a modifiche normative nel segno di una continuità di principi basici. Di recente, tuttavia, si assiste alla crisi del principio – identitario della riforma del lavoro pubblico – della unificazione tra lavoro pubblico e lavoro privato. Tale divaricazione, fondata su basi astrattamente etiche e sostanzialmente pre-giuridiche, è foriera di incongruenze, rischi e irragionevolezze connesse alla creazione di micro statuti regolativi speciali del lavoro pubblico, aventi come obiettivo non la regolazione del lavoro ma l’imposizione dell’etica pubblica anti-corruttiva, a prescindere. Delineato il quadro teoretico di riferimento, l’Autore, nella prima parte del saggio, analizza i cambiamenti descritti in premessa al fine di distinguere i processi di strutturale differenziazione tra l’ambiente in cui si svolge il lavoro privato e quello in cui si svolge il lavoro pubblico e quelli che, invece, si considerano processi di diversificazione mitici, retorici, nostalgici. La seconda parte del saggio, analitico-dimostrativa, si sofferma sull’analisi delle differenziazioni di regolazione legislativa dei principali istituti del rapporto di lavoro privato/privato e pubblico/privato, all’insegna di una griglia valutativa e interpretativa della differenziazione: necessaria, opportuna/inopportuna, illegittima. Nelle conclusioni, l’Autore riparte dalle ragioni della legittima differenziazione pubblico/privato per auspicare la ripresa di un processo di vera unificazione del lavoro, a partire da un testo unico realmente tale del lavoro pubblico che sancisca differenziazioni regolative razionali e opportune, in linea con l’originario progetto di Massimo D’Antona.

Le riforme e il lavoro pubblico: la “legge Madia” e oltre. Miti, retoriche, nostalgie e realtà nell’“eterno ritorno” allo statuto speciale del lavoratore pubblico

Sebastiano Bruno Caruso
2019-01-01

Abstract

The essay, divided in two parts, starts from a synchronic analysis of the process of reform of the public employment, constantly subject to regulatory changes in the name of a continuity of its basic principles. Recently, however, it’s possible to observe the crisis of the founding principle of the reform: the principle of unification between public and private employment. This divergence, grounded on abstractly ethical and substantially pre-juridical bases, may lead to inconsistencies, risks and unreasonableness, connected to the creation of special micro-statutes of regulation for public employment, which – instead of being addressed to the regulation of work – are devoted to the imposition of an anti-corruption ethics. Outlined this theoretical framework, the Author, in the first part of the essay, analyses the changes described in the introduction in order to distinguish the processes of structural differentiation between employment in the private and in the public sector from the ones that may be, on the contrary, considered of a mythical, rhetorical, nostalgic nature. The second part of the essay, with an analytical-explicative approach, focuses on the analysis of the regulatory differentiations of the most important institutes of pri-vate and public employment, according to a grid of evaluation and interpretation of the various kind of differentiation: necessary, appropriate/inappropriate, illegitimate. In the last part of the paper, the Author reflects on of the appropriate forms of differentiation between public and private employment, expressing the aspiration of a return to a process of unification of the two sectors, starting from an authentic consolidated text (“testo unico”) for public employment, according to the original project of Massimo D'Antona.
2019
Il saggio, che si divide in due parti, prende le mosse da un’analisi sincronica del processo di riforma del lavoro pubblico, costantemente soggetto a modifiche normative nel segno di una continuità di principi basici. Di recente, tuttavia, si assiste alla crisi del principio – identitario della riforma del lavoro pubblico – della unificazione tra lavoro pubblico e lavoro privato. Tale divaricazione, fondata su basi astrattamente etiche e sostanzialmente pre-giuridiche, è foriera di incongruenze, rischi e irragionevolezze connesse alla creazione di micro statuti regolativi speciali del lavoro pubblico, aventi come obiettivo non la regolazione del lavoro ma l’imposizione dell’etica pubblica anti-corruttiva, a prescindere. Delineato il quadro teoretico di riferimento, l’Autore, nella prima parte del saggio, analizza i cambiamenti descritti in premessa al fine di distinguere i processi di strutturale differenziazione tra l’ambiente in cui si svolge il lavoro privato e quello in cui si svolge il lavoro pubblico e quelli che, invece, si considerano processi di diversificazione mitici, retorici, nostalgici. La seconda parte del saggio, analitico-dimostrativa, si sofferma sull’analisi delle differenziazioni di regolazione legislativa dei principali istituti del rapporto di lavoro privato/privato e pubblico/privato, all’insegna di una griglia valutativa e interpretativa della differenziazione: necessaria, opportuna/inopportuna, illegittima. Nelle conclusioni, l’Autore riparte dalle ragioni della legittima differenziazione pubblico/privato per auspicare la ripresa di un processo di vera unificazione del lavoro, a partire da un testo unico realmente tale del lavoro pubblico che sancisca differenziazioni regolative razionali e opportune, in linea con l’originario progetto di Massimo D’Antona.
Public administration, reforms, differences between public and private employment, dismissal, fixed-term contract, consolidated text.
Pubblica amministrazione, riforme, differenze lavoro pubblico/lavoro privato, licenziamento, contratto a termine, testo unico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/406847
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