Nel «cinema dell’attenzione» di Costanza Quatriglio c’è un ampio capitolo dedicato all’infanzia, che mette in quadro – con strategie visive per certi aspetti spiazzanti – figure di bambini e bambine dai vissuti problematici, capaci però di offrirsi all’obiettivo della macchina da presa senza alcuna inibizione. La forza dello sguardo ‘partecipativo’ (Nichols 2014) di Quatriglio risiede proprio nella qualità della relazione con i soggetti ritratti, soprattutto minori: azzerando la distanza, grazie a un uso parossistico del primo piano, Quatriglio registra pensieri, abitudini, gesti e punti di vista, e così giunge a restituire la temperatura emotiva di corpi e luoghi per lo più relegati ai margini della visione del reale. Prima di dedicarsi alla testimonianza di storie di adozione internazionale, tra cui spiccano L’insonnia di Devi (2001) e Il mondo addosso (2006), in Ècosaimale? (2000) Quatriglio sceglie di raccontare le esperienze di un gruppo di bambine di Brancaccio, probabili vittime di abusi e sfruttamento. Il saggio intende analizzare le peculiari strategie retoriche attraverso cui Quatriglio mette in scena un’infanzia violata, abitata da creature che mostrano i segni di una marginalità morale e materiale in grado però di riscattarsi grazie all’intensità di un ritrovato «cinema del contatto».

Certe bambine. ècosaimale di Costanza Quatriglio

Rimini S
2018

Abstract

Nel «cinema dell’attenzione» di Costanza Quatriglio c’è un ampio capitolo dedicato all’infanzia, che mette in quadro – con strategie visive per certi aspetti spiazzanti – figure di bambini e bambine dai vissuti problematici, capaci però di offrirsi all’obiettivo della macchina da presa senza alcuna inibizione. La forza dello sguardo ‘partecipativo’ (Nichols 2014) di Quatriglio risiede proprio nella qualità della relazione con i soggetti ritratti, soprattutto minori: azzerando la distanza, grazie a un uso parossistico del primo piano, Quatriglio registra pensieri, abitudini, gesti e punti di vista, e così giunge a restituire la temperatura emotiva di corpi e luoghi per lo più relegati ai margini della visione del reale. Prima di dedicarsi alla testimonianza di storie di adozione internazionale, tra cui spiccano L’insonnia di Devi (2001) e Il mondo addosso (2006), in Ècosaimale? (2000) Quatriglio sceglie di raccontare le esperienze di un gruppo di bambine di Brancaccio, probabili vittime di abusi e sfruttamento. Il saggio intende analizzare le peculiari strategie retoriche attraverso cui Quatriglio mette in scena un’infanzia violata, abitata da creature che mostrano i segni di una marginalità morale e materiale in grado però di riscattarsi grazie all’intensità di un ritrovato «cinema del contatto».
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/456208
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