Gli orti urbani sono spazi degradati che, grazie all’intraprendenza di associazioni o singoli cittadini, vengono recuperati, diventando luoghi inclusivi di interazione sociale dove si coltivano fiori, frutta e ortaggi senza l’uso di sostanze chimiche e pesticidi. I vantaggi derivanti dalla loro presenza sono molteplici perché costituiscono validi strumenti di socializzazione per gli anziani che, praticando attività fisica all’aperto riscoprono il piacere di essere utili alla comunità urbana, e per le nuove generazioni che oggi devono essere maggiormente sensibilizzate all’idea di una cultura del verde più diffusa e di città più sostenibili. Il presente contributo vuole aprire la strada a successivi studi certamente più approfonditi sulle diverse forme di green culture adottate in Italia, soprattutto dall’inizio del XXI secolo e si sofferma sul ruolo determinante dell’orto urbano nella realizzazione di uno spazio agricolo che non è più e non soltanto fonte di approvvigionamento economico e alimentare, ma soprattutto spazio sociale e luogo di evasione con potenzialità ancora non sufficientemente esplorate. La prima delle due parti di cui consta l’articolo illustra le funzioni resilienti degli orti urbani, grazie alle quali si può configurare un cambio di prospettiva in seno alle città, sia di tipo commerciale che paesaggistico e culturale. La seconda parte si sofferma su alcuni casi di orticoltura urbana molto rappresentativi che fanno vedere come da tempo gli orti urbani siano riusciti a colonizzare spazi nevralgici delle città riqualificandoli e rivitalizzandoli.

Area G. e Sorbello M., Gli orti urbani: resilienza, socialità e sostenibilità

ARENA G.;SORBELLO M.
2022

Abstract

Gli orti urbani sono spazi degradati che, grazie all’intraprendenza di associazioni o singoli cittadini, vengono recuperati, diventando luoghi inclusivi di interazione sociale dove si coltivano fiori, frutta e ortaggi senza l’uso di sostanze chimiche e pesticidi. I vantaggi derivanti dalla loro presenza sono molteplici perché costituiscono validi strumenti di socializzazione per gli anziani che, praticando attività fisica all’aperto riscoprono il piacere di essere utili alla comunità urbana, e per le nuove generazioni che oggi devono essere maggiormente sensibilizzate all’idea di una cultura del verde più diffusa e di città più sostenibili. Il presente contributo vuole aprire la strada a successivi studi certamente più approfonditi sulle diverse forme di green culture adottate in Italia, soprattutto dall’inizio del XXI secolo e si sofferma sul ruolo determinante dell’orto urbano nella realizzazione di uno spazio agricolo che non è più e non soltanto fonte di approvvigionamento economico e alimentare, ma soprattutto spazio sociale e luogo di evasione con potenzialità ancora non sufficientemente esplorate. La prima delle due parti di cui consta l’articolo illustra le funzioni resilienti degli orti urbani, grazie alle quali si può configurare un cambio di prospettiva in seno alle città, sia di tipo commerciale che paesaggistico e culturale. La seconda parte si sofferma su alcuni casi di orticoltura urbana molto rappresentativi che fanno vedere come da tempo gli orti urbani siano riusciti a colonizzare spazi nevralgici delle città riqualificandoli e rivitalizzandoli.
valorizzazione, inclusione, agricoltura, città, sostenibilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/533617
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