Attribuire sacralità ad un edificio, ad un luogo, non è necessariamente l’evocazione del rito, del sacrificio, del mistero. Nemmeno la contemplazione del feticcio, è riconoscere nel processo, nell’azione umana di manipolazione della materia naturale (Mater) e la sua trasformazione in strumenti, così da disporli con cura secondo un Ordine matematico, geometrico, cosmico. È comprenderne l’unicità del sito che diventa Luogo, e ogni luogo ha un suo Spirito. Costruire non è una pratica dolce, richiede unnotevole impiego di risorse. Chi pensa che l’architettura sia quasi “indolore”, una sorta di un analgesico, si adagia alle eccessive semplificazioni e riduzioni; la costruzione è una pratica dura, per la quale è richiesto esercizio, determinazione, conoscenza, rispetto del limite. La sacralità dell’opera non è la sua intangibilità o inscalfibilità. Tutt’altro, alcune iconiche architetture hanno superato millenni grazie alle mutazioni, alle trasformazioni di programma, di uso delle loro strutture. La loro“resistenza” alle avversità, delle quali ne hanno assorbito porosamente le tracce, i sedimenti

COSTRUIRE E’ ATTO SACRO

Latina Vincenzo
2022

Abstract

Attribuire sacralità ad un edificio, ad un luogo, non è necessariamente l’evocazione del rito, del sacrificio, del mistero. Nemmeno la contemplazione del feticcio, è riconoscere nel processo, nell’azione umana di manipolazione della materia naturale (Mater) e la sua trasformazione in strumenti, così da disporli con cura secondo un Ordine matematico, geometrico, cosmico. È comprenderne l’unicità del sito che diventa Luogo, e ogni luogo ha un suo Spirito. Costruire non è una pratica dolce, richiede unnotevole impiego di risorse. Chi pensa che l’architettura sia quasi “indolore”, una sorta di un analgesico, si adagia alle eccessive semplificazioni e riduzioni; la costruzione è una pratica dura, per la quale è richiesto esercizio, determinazione, conoscenza, rispetto del limite. La sacralità dell’opera non è la sua intangibilità o inscalfibilità. Tutt’altro, alcune iconiche architetture hanno superato millenni grazie alle mutazioni, alle trasformazioni di programma, di uso delle loro strutture. La loro“resistenza” alle avversità, delle quali ne hanno assorbito porosamente le tracce, i sedimenti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/537253
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