In quest’occasione mi propongo di affrontare il già dibattutissimo tema del bilanciamento fra diritti fondamentali e libertà economiche pur non nell’ormai classico contrasto fra ordinamenti nazionale-sovranazionale. Il lavoro qui svolto ribadisce quanto il contemperamento di diritti e libertà non rappresenti né una questione di principio etico-politica né avente rilevanza limitatamente ai casi giudiziari in cui emerge ma produce implicazioni profonde sul funzionamento e sull’essenza stessa dell’Unione. Le possibilità di un’armonizzazione “nel progresso”, tanto normativa quanto effettiva, discendono in parte non trascurabile dall’equità del contemperamento fra diritti e libertà. L’analisi condotta attiene alla sentenza C- 103/16 Porras Guisado c. Bankia, in cui la libertà del datore di selezionare i lavoratori in uscita nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo confligge con la tutela della lavoratrice nel periodo di maternità. La CGUE è stata chiamata, in particolare, a pronunciarsi sull’interazione fra l’Art. 10, punto 1, della direttiva 92/85 concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, e l’Art. 1, punto 1, della 98/59 sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di licenziamenti collettivi. Le conclusioni dell’Avvocato generale e la decisione della Corte hanno discordato su non pochi punti. Sarà quindi interessante individuare alcuni aspetti controversi della direttiva 92/85 nonché comparare i sentieri interpretativi sul caso.

Continua il contemperamento sbilanciato fra libertà economiche e diritti fondamentali: analisi socio-giuridica del caso C-103/16 Porras Guisado c. Bankia. In Rivista.eurojus.it, ISSN: 2384-9169, 3:202-220;

Luigi Di Cataldo
2019

Abstract

In quest’occasione mi propongo di affrontare il già dibattutissimo tema del bilanciamento fra diritti fondamentali e libertà economiche pur non nell’ormai classico contrasto fra ordinamenti nazionale-sovranazionale. Il lavoro qui svolto ribadisce quanto il contemperamento di diritti e libertà non rappresenti né una questione di principio etico-politica né avente rilevanza limitatamente ai casi giudiziari in cui emerge ma produce implicazioni profonde sul funzionamento e sull’essenza stessa dell’Unione. Le possibilità di un’armonizzazione “nel progresso”, tanto normativa quanto effettiva, discendono in parte non trascurabile dall’equità del contemperamento fra diritti e libertà. L’analisi condotta attiene alla sentenza C- 103/16 Porras Guisado c. Bankia, in cui la libertà del datore di selezionare i lavoratori in uscita nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo confligge con la tutela della lavoratrice nel periodo di maternità. La CGUE è stata chiamata, in particolare, a pronunciarsi sull’interazione fra l’Art. 10, punto 1, della direttiva 92/85 concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, e l’Art. 1, punto 1, della 98/59 sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di licenziamenti collettivi. Le conclusioni dell’Avvocato generale e la decisione della Corte hanno discordato su non pochi punti. Sarà quindi interessante individuare alcuni aspetti controversi della direttiva 92/85 nonché comparare i sentieri interpretativi sul caso.
Discriminazione; licenziamenti collettivi; CGUE
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/540824
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact