Thanks to the dialogue between the American photographer Paul Strand and Cesare Zavattini, who has been one of the most relevant exponent of Italian neorealism, in 1955 was published Un paese, first volume of the series «Italia mia» edited by Einaudi. Oscillating between the ‘shooting’ of landcapes, faces, objects and oral testimonies, the book recognize in Luzzara, the Zavattini’s hometown, a privileged observation point of rural culture «un attimo prima della sua completa scomparsa» (Russo, 2011). Memories related to the Second World War, the indissoluble bond with the land, difficulties of daily life are thus entrusted, in a experimental way, to a close interaction between words and images, not to the documentary genre. Considering also the respective backgrounds of the authors, the article focuses on this verbal and visual interplay – located in pages that are the only media support – and on recent critical proposals on phototexts.

Dall’incontro del fotografo americano Paul Strand con uno dei maestri del neorealismo italiano, Cesare Zavattini, nasce nel 1955, come primo volume della collana einaudiana «Italia mia», Un paese. Sospeso tra la presa diretta di paesaggi, volti, oggetti e una vibrante polifonia di testimonianze orali, il libro riconosce in Luzzara, paese natale di Zavattini, il punto di osservazione privilegiato per un ritratto della civiltà contadina «un attimo prima della sua completa scomparsa» (Russo, 2011). I ricordi del secondo conflitto bellico, il legame indissolubile con la terra, le difficoltà del vivere quotidiano vengono così affidati, in via sperimentale per quegli anni, non al genere documentario tout court ma a uno stretto dialogo tra parole e immagini. Non mancando di evidenziare le marche stilistiche riconducibili alla formazione dei due autori, è proprio alle peculiarità di questa interazione verbo-visiva, esercitata esclusivamente sulla pagina come supporto mediale, che il contributo intende fare riferimento, alla luce dei nuovi criteri interpretativi proposti dai recenti studi sui fototesti.

Un paese di Paul Strand e di Cesare Zavattini: genesi e lettura di un fototesto italiano

Corinne Pontillo
2020

Abstract

Dall’incontro del fotografo americano Paul Strand con uno dei maestri del neorealismo italiano, Cesare Zavattini, nasce nel 1955, come primo volume della collana einaudiana «Italia mia», Un paese. Sospeso tra la presa diretta di paesaggi, volti, oggetti e una vibrante polifonia di testimonianze orali, il libro riconosce in Luzzara, paese natale di Zavattini, il punto di osservazione privilegiato per un ritratto della civiltà contadina «un attimo prima della sua completa scomparsa» (Russo, 2011). I ricordi del secondo conflitto bellico, il legame indissolubile con la terra, le difficoltà del vivere quotidiano vengono così affidati, in via sperimentale per quegli anni, non al genere documentario tout court ma a uno stretto dialogo tra parole e immagini. Non mancando di evidenziare le marche stilistiche riconducibili alla formazione dei due autori, è proprio alle peculiarità di questa interazione verbo-visiva, esercitata esclusivamente sulla pagina come supporto mediale, che il contributo intende fare riferimento, alla luce dei nuovi criteri interpretativi proposti dai recenti studi sui fototesti.
Thanks to the dialogue between the American photographer Paul Strand and Cesare Zavattini, who has been one of the most relevant exponent of Italian neorealism, in 1955 was published Un paese, first volume of the series «Italia mia» edited by Einaudi. Oscillating between the ‘shooting’ of landcapes, faces, objects and oral testimonies, the book recognize in Luzzara, the Zavattini’s hometown, a privileged observation point of rural culture «un attimo prima della sua completa scomparsa» (Russo, 2011). Memories related to the Second World War, the indissoluble bond with the land, difficulties of daily life are thus entrusted, in a experimental way, to a close interaction between words and images, not to the documentary genre. Considering also the respective backgrounds of the authors, the article focuses on this verbal and visual interplay – located in pages that are the only media support – and on recent critical proposals on phototexts.
Un paese, phototexts, literature, photography, neorealism
Un Paese, fototesti, letteratura, fotografia, neorealismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/540981
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