Pascal è un pensatore che scruta attentamente l’uomo e la società con l’occhio smaliziato dello scienziato, con la ricchissima esperienza esistenziale di chi ha drammaticamente sperimentato i limiti della propria umanità, e con la speranza eminentemente cristiana di chi crede che i discendenti di Adamo possano, avec Dieu, tentare di realizzare nella città terrena una giustizia “meno ingiusta”, per mezzo di istituzioni giuridiche, etiche e politiche miranti al bene comune, e non già all’interesse particolaristico di individui o di gruppi. Da qui il ruolo del “re di concupiscenza”, rappresentato dall’honnête homme che, seppur sotto il dominio dalla libido dominandi, sa indirizzare al bene comune le istanze particolaristiche e atomistiche dei suoi sudditi. Con la morale dell’honnête homme, si stabilisce una “complicità” tra una forma dell’amor proprio, che vuol piacere agli altri, e l’altra che ricerca il piacere nella conquista degli altri. L’umanesimo dell’honnête homme sarà comunque un «humanisme imparfait», che resta al di là della linea di demarcazione tra paganesimo e cristianesimo, tutto impantanato in un mondo senza speranza e senza Dio. Da qui il necessario passaggio, proposto da Pascal, dal re di concupiscenza al re di carità, il quale, agendo secondo l’amour de Dieu e non secondo l’amour propre, rappresenta il vero e più alto ideale da seguire.
Pascal: dalla politica all’etica
Maria Vita Romeo
2024-01-01
Abstract
Pascal è un pensatore che scruta attentamente l’uomo e la società con l’occhio smaliziato dello scienziato, con la ricchissima esperienza esistenziale di chi ha drammaticamente sperimentato i limiti della propria umanità, e con la speranza eminentemente cristiana di chi crede che i discendenti di Adamo possano, avec Dieu, tentare di realizzare nella città terrena una giustizia “meno ingiusta”, per mezzo di istituzioni giuridiche, etiche e politiche miranti al bene comune, e non già all’interesse particolaristico di individui o di gruppi. Da qui il ruolo del “re di concupiscenza”, rappresentato dall’honnête homme che, seppur sotto il dominio dalla libido dominandi, sa indirizzare al bene comune le istanze particolaristiche e atomistiche dei suoi sudditi. Con la morale dell’honnête homme, si stabilisce una “complicità” tra una forma dell’amor proprio, che vuol piacere agli altri, e l’altra che ricerca il piacere nella conquista degli altri. L’umanesimo dell’honnête homme sarà comunque un «humanisme imparfait», che resta al di là della linea di demarcazione tra paganesimo e cristianesimo, tutto impantanato in un mondo senza speranza e senza Dio. Da qui il necessario passaggio, proposto da Pascal, dal re di concupiscenza al re di carità, il quale, agendo secondo l’amour de Dieu e non secondo l’amour propre, rappresenta il vero e più alto ideale da seguire.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.