Il contributo è dedicato all’interesse di Benedetto Croce per 'Lo cunto de li cunti' di Giambattista Basile e alle riformulazioni critiche che il filosofo ha elaborato nel tempo, in linea con il cambiamento delle sue concezioni estetiche e della sua esperienza di narratore. Si avanzano alcune riflessioni sull’oralità e la scrittura e sulla posizione che, tra esse, assume il 'Cunto', la cui natura ‘ibrida’ era già stata colta da Vittorio Imbriani, prima che da Croce. I due grandi ‘scopritori’ del 'Cunto' sono stati gli iniziatori di un dibattito critico che, ancora oggi, si interroga su un’opera così vicina alla forma orale ma, allo stesso tempo, così profondamente e inestricabilmente legata alla forma scritta e a una prosa unica e caratterizzante.
Tra 'impersonalità popolare' e 'letteraria personalità': Croce e la prosa del 'Cunto'
Giovanna Zisa
2025-01-01
Abstract
Il contributo è dedicato all’interesse di Benedetto Croce per 'Lo cunto de li cunti' di Giambattista Basile e alle riformulazioni critiche che il filosofo ha elaborato nel tempo, in linea con il cambiamento delle sue concezioni estetiche e della sua esperienza di narratore. Si avanzano alcune riflessioni sull’oralità e la scrittura e sulla posizione che, tra esse, assume il 'Cunto', la cui natura ‘ibrida’ era già stata colta da Vittorio Imbriani, prima che da Croce. I due grandi ‘scopritori’ del 'Cunto' sono stati gli iniziatori di un dibattito critico che, ancora oggi, si interroga su un’opera così vicina alla forma orale ma, allo stesso tempo, così profondamente e inestricabilmente legata alla forma scritta e a una prosa unica e caratterizzante.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


