Il contributo propone un riesame di alcune testimonianze pittoriche medievali provenienti da chiese della Sicilia orientale, mirando a metterne in luce le coordinate cronologiche e culturali specifiche e a ricostruire le vicende che hanno portato alla loro scoperta, conservazione e musealizzazione. Attraverso una casistica rappresentativa, viene illustrato il rapporto, ora mantenuto ora perduto, tra frammento e contesto, passando dal caso dei dipinti della chiesa detta dei Quattro Santi Dottori di San Marco d’Alunzio, riconvertita nel 1997 a spazio espositivo, ai resti pittorici della chiesa dell’Immacolatella di Santo Stefano Briga (Messina), in parte staccati, in parte restaurati in situ, fino ad un inedito affresco erratico, oggi conservato presso i depositi del Museo Civico di Catania. Sopravvissuti come relitti di apparati decorativi un tempo estesi, staccati a fini conservativi o giunti nelle collezioni museali, tali reperti narrano nel loro insieme di una perdurante vocazione alla grecità che, variamente declinata, rappresenta un tratto identitario della cultura artistica della Sicilia in età medievale.
Legami interrotti, frammenti recuperati. Testimonianze pittoriche medievali della Sicilia orientale
Giulia Arcidiacono
2025-01-01
Abstract
Il contributo propone un riesame di alcune testimonianze pittoriche medievali provenienti da chiese della Sicilia orientale, mirando a metterne in luce le coordinate cronologiche e culturali specifiche e a ricostruire le vicende che hanno portato alla loro scoperta, conservazione e musealizzazione. Attraverso una casistica rappresentativa, viene illustrato il rapporto, ora mantenuto ora perduto, tra frammento e contesto, passando dal caso dei dipinti della chiesa detta dei Quattro Santi Dottori di San Marco d’Alunzio, riconvertita nel 1997 a spazio espositivo, ai resti pittorici della chiesa dell’Immacolatella di Santo Stefano Briga (Messina), in parte staccati, in parte restaurati in situ, fino ad un inedito affresco erratico, oggi conservato presso i depositi del Museo Civico di Catania. Sopravvissuti come relitti di apparati decorativi un tempo estesi, staccati a fini conservativi o giunti nelle collezioni museali, tali reperti narrano nel loro insieme di una perdurante vocazione alla grecità che, variamente declinata, rappresenta un tratto identitario della cultura artistica della Sicilia in età medievale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


