Il contributo approfondisce i contenuti della sentenza n. 188/2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la legge regionale pugliese che “impone” il salario minimo contrattuale pari a nove euro nelle gara di appalto. Rilevato che la pronunzia si distingue per suggerire alcuni interessanti spunti di approfondimento, l’autore rileva tuttavia l’insufficienza della stessa, risultando un profilo di possibile illegittimità costituzionale, relativo alla materia “Tutela della concorrenza”, che la Corte non ha, suo malgrado, potuto analizzare.

La legge della Regione Puglia sul vincolo contrattuale dei “nove euro” nella filiera degli appalti: una costituzionalità “monca”?

Giancarlo Ricci
2026-01-01

Abstract

Il contributo approfondisce i contenuti della sentenza n. 188/2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la legge regionale pugliese che “impone” il salario minimo contrattuale pari a nove euro nelle gara di appalto. Rilevato che la pronunzia si distingue per suggerire alcuni interessanti spunti di approfondimento, l’autore rileva tuttavia l’insufficienza della stessa, risultando un profilo di possibile illegittimità costituzionale, relativo alla materia “Tutela della concorrenza”, che la Corte non ha, suo malgrado, potuto analizzare.
2026
Contratti pubblici - Tutele sociali - Retribuzione - Legge regionale pugliese - Inammissibilità della questione costituzionale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/702409
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