Pittore e scultore, Michele Cossyro è un artista difficilmente riconducibile alle più transitate direttrici dell’arte astratta. Il saggio prende in esame il primo quindicennio della attività dell’artista che, dalle prime pitture degli anni settanta fino ai quadri-scultura della metà de- gli anni ottanta, si è articolata attraverso identificabili serie di opere che hanno concorso alla definizione del linguaggio astratto e, insieme, alla ricerca di una dimensione installati- va. Le opere astratte – che l’artista concepisce come “metafore” del reale -, sono lette in re- lazione ai loro significati e indagando i possibili modelli visivi che, talvolta, si sono rivelati anche i riferimenti privilegiati per una concreta azione sullo spazio della galleria. Si analiz- zano in particolare le mostre tenute presso la galleria Cortina Palmieri di Milano (1976), la galleria Artivisive di Roma (1978) e la galleria Ezio Pagano di Bagheria (1985), come tappe esemplari di un percorso in cui la sperimentazione linguistica sostiene e rilancia l’ambizione all’estensione ambientale.
Dall’«occasione del colore» allo «spazio assoluto»: la follia della pittura. Michele Cossyro (1970-1985)
Elisa Francesconi
2024-01-01
Abstract
Pittore e scultore, Michele Cossyro è un artista difficilmente riconducibile alle più transitate direttrici dell’arte astratta. Il saggio prende in esame il primo quindicennio della attività dell’artista che, dalle prime pitture degli anni settanta fino ai quadri-scultura della metà de- gli anni ottanta, si è articolata attraverso identificabili serie di opere che hanno concorso alla definizione del linguaggio astratto e, insieme, alla ricerca di una dimensione installati- va. Le opere astratte – che l’artista concepisce come “metafore” del reale -, sono lette in re- lazione ai loro significati e indagando i possibili modelli visivi che, talvolta, si sono rivelati anche i riferimenti privilegiati per una concreta azione sullo spazio della galleria. Si analiz- zano in particolare le mostre tenute presso la galleria Cortina Palmieri di Milano (1976), la galleria Artivisive di Roma (1978) e la galleria Ezio Pagano di Bagheria (1985), come tappe esemplari di un percorso in cui la sperimentazione linguistica sostiene e rilancia l’ambizione all’estensione ambientale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


