This article analyzes the role of artificial intelligence (AI) in academic writing, proposing an approach that considers chatbots as artificial collaborators rather than tools to circumvent the difficulties of scientific production. The analysis is structured around three dimensions. First, in academic writing AI can assist with routine sections of papers while maintaining human control over methodological and bibliographic aspects, which represent the core of scientific validity. Second, AI-based peer review (AIPR) could revolutionize peer review by incorporating capabilities difficult for humans to manage: scientometric analysis, recognition of argumentative biases, and verification of methodological procedures. Third, potential “cognitive laziness” is addressed through the Hegelian master-slave dialectic metaphor: every technology that incorporates human competencies replaces them, but simultaneously generates new competencies. In the hypertrophic world of contemporary textual production, chatbots can serve as guides to navigate informational complexity, albeit with the limits of artificial rationality.

L’articolo analizza il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scrittura accademica, proponendo un approccio che consideri i chatbot come collaboratori artificiali piuttosto che strumenti per aggirare le difficoltà della produzione scientifica. L’analisi si articola su tre dimensioni. Primo, nella scrittura accademica l’IA può assistere le sezioni routinarie del paper mantenendo sotto controllo umano gli aspetti metodologici e bibliografici, che rappresentano il cuore della validità scientifica. Secondo, l’AI-based peer review (AIPR) potrebbe rivoluzionare la revisione tra pari incorporando capacità difficili da gestire per gli esseri umani: analisi scientometrica, riconoscimento di bias argomentativi e verifica delle procedure metodologiche. Terzo, il potenziale “impigrimento cognitivo” viene affrontato attraverso la metafora hegeliana servo-padrone: ogni tecnologia che incorpora competenze umane si sostituisce a esse, ma genera simultaneamente nuove competenze. Nel mondo ipertrofico della produzione testuale contemporanea, i chatbot possono fungere da guide per navigare la complessità informativa, pur con i limiti della razionalità artificiale.

Sulle spalle dei chatbot: scrittura accademica e intelligenza artificiale

D. Bennato
Writing – Original Draft Preparation
2026-01-01

Abstract

This article analyzes the role of artificial intelligence (AI) in academic writing, proposing an approach that considers chatbots as artificial collaborators rather than tools to circumvent the difficulties of scientific production. The analysis is structured around three dimensions. First, in academic writing AI can assist with routine sections of papers while maintaining human control over methodological and bibliographic aspects, which represent the core of scientific validity. Second, AI-based peer review (AIPR) could revolutionize peer review by incorporating capabilities difficult for humans to manage: scientometric analysis, recognition of argumentative biases, and verification of methodological procedures. Third, potential “cognitive laziness” is addressed through the Hegelian master-slave dialectic metaphor: every technology that incorporates human competencies replaces them, but simultaneously generates new competencies. In the hypertrophic world of contemporary textual production, chatbots can serve as guides to navigate informational complexity, albeit with the limits of artificial rationality.
2026
L’articolo analizza il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scrittura accademica, proponendo un approccio che consideri i chatbot come collaboratori artificiali piuttosto che strumenti per aggirare le difficoltà della produzione scientifica. L’analisi si articola su tre dimensioni. Primo, nella scrittura accademica l’IA può assistere le sezioni routinarie del paper mantenendo sotto controllo umano gli aspetti metodologici e bibliografici, che rappresentano il cuore della validità scientifica. Secondo, l’AI-based peer review (AIPR) potrebbe rivoluzionare la revisione tra pari incorporando capacità difficili da gestire per gli esseri umani: analisi scientometrica, riconoscimento di bias argomentativi e verifica delle procedure metodologiche. Terzo, il potenziale “impigrimento cognitivo” viene affrontato attraverso la metafora hegeliana servo-padrone: ogni tecnologia che incorpora competenze umane si sostituisce a esse, ma genera simultaneamente nuove competenze. Nel mondo ipertrofico della produzione testuale contemporanea, i chatbot possono fungere da guide per navigare la complessità informativa, pur con i limiti della razionalità artificiale.
intelligenza artificiale, chatbot, scrittura accademica, peer review, creatività
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/707976
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