Con la sentenza del 4.9.2025 la Corte di Giustizia UE precisa ulteriormente l’assetto dei rimedi per il trattamento illecito dei dati personali, con riguardo in particolare alla possibilità di trarre dall’impianto del reg. UE n. 679/2016 autonomi rimedi inibitori che, a fronte dell’accertamento della illiceità di un certo trattamento, si risolvano nella ingiunzione al titolare ad astenersi in futuro dall’esecuzione di trattamenti caratterizzati da analoga illiceità. La Corte, da un canto, esclude che il diritto ad ottenere tali rimedi possa trarsi dalla disciplina unionale. D’altro canto, tuttavia, afferma la compatibilità con il Regolamento di rimedi inibitori eventualmente previsti dal diritto interno e affida pertanto il compito di individuarne limiti e presupposti al diritto nazionale.
Tutela inibitoria e tutela risarcitoria rispetto al trattamento illecito di dati personali
Antonio Las Casas
2026-01-01
Abstract
Con la sentenza del 4.9.2025 la Corte di Giustizia UE precisa ulteriormente l’assetto dei rimedi per il trattamento illecito dei dati personali, con riguardo in particolare alla possibilità di trarre dall’impianto del reg. UE n. 679/2016 autonomi rimedi inibitori che, a fronte dell’accertamento della illiceità di un certo trattamento, si risolvano nella ingiunzione al titolare ad astenersi in futuro dall’esecuzione di trattamenti caratterizzati da analoga illiceità. La Corte, da un canto, esclude che il diritto ad ottenere tali rimedi possa trarsi dalla disciplina unionale. D’altro canto, tuttavia, afferma la compatibilità con il Regolamento di rimedi inibitori eventualmente previsti dal diritto interno e affida pertanto il compito di individuarne limiti e presupposti al diritto nazionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


