L’articolo esamina la formazione del patrimonio dei monasteri di Santa Maria di Licodia e di San Nicolò l’Arena in Sicilia, muovendo dall’analisi di tre privilegi inediti concessi dai sovrani aragonesi tra il 1336 e il 1361. Lo studio si basa su documenti conservati nel Tabulario dei 'venerabili monasteri', i quali rivelano le strategie adottate dai monaci per tutelare ed espandere i loro possedimenti terrieri attraverso privilegi regi, atti di donazione, compravendite, permute e lasciti testamentari. I privilegi studiati comprendono una lettera di re Pietro II che risolve una disputa su un uliveto; un privilegio dell’infante Giovanni che conferma una donazione di terre e una ratifica della regina Costanza d’Aragona su una permuta di terre. Questi documenti non solo illustrano le operazioni economiche compiute dai monaci, ma offrono anche uno spaccato degli interessi politici e religiosi dei sovrani aragonesi, delle dinamiche interne all'aristocrazia siciliana e dei rapporti con il notabilato locale. L’articolo tenta di contribuire, così, alla comprensione delle dinamiche storiche e socio-economiche della Sicilia aragonese e alla formazione delle grandi proprietà monastiche nel versante meridionale dell'Etna nel XIV secolo.
Nuovi dati sulla formazione del patrimonio dei venerabili monasteri di S. Maria di Licodia e di S. Nicolò lArena in Sicilia: tre privilegi inediti dei sovrani aragonesi (1336-1361)
Antonio Mursia
2025-01-01
Abstract
L’articolo esamina la formazione del patrimonio dei monasteri di Santa Maria di Licodia e di San Nicolò l’Arena in Sicilia, muovendo dall’analisi di tre privilegi inediti concessi dai sovrani aragonesi tra il 1336 e il 1361. Lo studio si basa su documenti conservati nel Tabulario dei 'venerabili monasteri', i quali rivelano le strategie adottate dai monaci per tutelare ed espandere i loro possedimenti terrieri attraverso privilegi regi, atti di donazione, compravendite, permute e lasciti testamentari. I privilegi studiati comprendono una lettera di re Pietro II che risolve una disputa su un uliveto; un privilegio dell’infante Giovanni che conferma una donazione di terre e una ratifica della regina Costanza d’Aragona su una permuta di terre. Questi documenti non solo illustrano le operazioni economiche compiute dai monaci, ma offrono anche uno spaccato degli interessi politici e religiosi dei sovrani aragonesi, delle dinamiche interne all'aristocrazia siciliana e dei rapporti con il notabilato locale. L’articolo tenta di contribuire, così, alla comprensione delle dinamiche storiche e socio-economiche della Sicilia aragonese e alla formazione delle grandi proprietà monastiche nel versante meridionale dell'Etna nel XIV secolo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


