Uno dei documenti più emblematici e significativi della relazione tra Martin Heidegger e Karl Jaspers sono le parole che si possono leggere in una lunga nota del 1964, nella quale Jaspers scrive «così è andata tra me e Heidegger. Per questo trovo insopportabili, senza alcuna eccezione, tutte le critiche che egli ha subìto: lassù, infatti, su quell’altopiano, non avrebbero trovato posto». Il lassù, l’altopiano e le altre intense metafore spaziali enunciate da Jaspers in questo testo indicano lo spazio della filosofia, che per Heidegger e per Jaspers è evidentemente lo stesso spazio di Nietzsche, e dunque non «un giaciglio di riposo o la via a un giaciglio di riposo, oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici trovano le loro arene per la danza e per la lotta» (La Gaia Scienza, af. 324). Le parole di Jaspers, nota con finezza Pio Colonnello, costituiscono «un invito che eleva l’amicizia filosofica con Heidegger, attraversata da luci e ombre, da estraneità e affinità su un piano nobilissimo, carico di pathos».
Esistenza e trascendenza
Biuso
2026-01-01
Abstract
Uno dei documenti più emblematici e significativi della relazione tra Martin Heidegger e Karl Jaspers sono le parole che si possono leggere in una lunga nota del 1964, nella quale Jaspers scrive «così è andata tra me e Heidegger. Per questo trovo insopportabili, senza alcuna eccezione, tutte le critiche che egli ha subìto: lassù, infatti, su quell’altopiano, non avrebbero trovato posto». Il lassù, l’altopiano e le altre intense metafore spaziali enunciate da Jaspers in questo testo indicano lo spazio della filosofia, che per Heidegger e per Jaspers è evidentemente lo stesso spazio di Nietzsche, e dunque non «un giaciglio di riposo o la via a un giaciglio di riposo, oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici trovano le loro arene per la danza e per la lotta» (La Gaia Scienza, af. 324). Le parole di Jaspers, nota con finezza Pio Colonnello, costituiscono «un invito che eleva l’amicizia filosofica con Heidegger, attraversata da luci e ombre, da estraneità e affinità su un piano nobilissimo, carico di pathos».I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


