The study presents the preliminary results of a non-invasive geophysical field survey conducted within the Archaeological Park of Ostia Antica to support the archaeological research of the Ostia Post Scriptum project. In a complex and stratified urban context, characterised by alluvial deposits and high conservation sensitivity, the geoelectric method (ERT) was applied using different electrodic configurations to identify and map possible buried anthropogenic structures in continuity with those already uncovered by archaeological excavations. Data processing produced sections and three-dimensional models highlighting significant resistive anomalies, located in the first 2–3 m of depth and characterised by regular geometries and values consistent with masonry and foundations in building materials. The analysis of depth slices allowed us to define the planimetric extension and depth persistence of these anomalies, suggesting a possible extension of known building complexes and the existence of previously unknown structures. The results confirm the effectiveness of ERT as a tool to support excavation planning, contributing to the reconstruction of the spatial layout of the neighbourhood and the sustainable management of the archaeological heritage of ancient Ostia Antica.

Il contributo presenta i risultati preliminari di una campagna di indagini geofisiche non invasive condotte nel Parco Archeologico di Ostia Antica a supporto della ricerca archeologica del progetto Ostia Post Scriptum. In un contesto urbano complesso e stratificato, caratterizzato da depositi alluvionali e da un’elevata sensibilità conservativa, è stato applicato il metodo geoelettrico (ERT) con diverse configurazioni elettrodiche, al fine di individuare e mappare possibili strutture antropiche sepolte in continuità con quelle già emerse dagli scavi. Le elaborazioni dei dati hanno restituito sezioni e modelli tridimensionali che evidenziano anomalie resistive significative, localizzate nei primi 2-3 m di profondità e caratterizzate da geometrie regolari e valori compatibili con murature e fondazioni in materiali edilizi. L’analisi delle depth-slices ha consentito di definire l’estensione planimetrica e la persistenza in profondità di tali anomalie, suggerendo una probabile prosecuzione di complessi edilizi noti e l’esistenza di strutture finora ignote. I risultati confermano l’efficacia dell’ERT come strumento di supporto alla pianificazione degli scavi, contribuendo alla ricostruzione dell’organizzazione spaziale del quartiere e alla gestione sostenibile del patrimonio archeologico di Ostia Antica.

Indagini geofisiche a supporto della ricerca archeologica in un’area del Parco Archeologico di Ostia Antica: risultati preliminari

Luigi Maria Calio';Gian Michele Gerogiannis;Sabrina Grassi;Sebastiano Imposa;Gabriele Morreale;Gabriele Quattrocchi;Giulia Raimondi;
2025-01-01

Abstract

The study presents the preliminary results of a non-invasive geophysical field survey conducted within the Archaeological Park of Ostia Antica to support the archaeological research of the Ostia Post Scriptum project. In a complex and stratified urban context, characterised by alluvial deposits and high conservation sensitivity, the geoelectric method (ERT) was applied using different electrodic configurations to identify and map possible buried anthropogenic structures in continuity with those already uncovered by archaeological excavations. Data processing produced sections and three-dimensional models highlighting significant resistive anomalies, located in the first 2–3 m of depth and characterised by regular geometries and values consistent with masonry and foundations in building materials. The analysis of depth slices allowed us to define the planimetric extension and depth persistence of these anomalies, suggesting a possible extension of known building complexes and the existence of previously unknown structures. The results confirm the effectiveness of ERT as a tool to support excavation planning, contributing to the reconstruction of the spatial layout of the neighbourhood and the sustainable management of the archaeological heritage of ancient Ostia Antica.
2025
Il contributo presenta i risultati preliminari di una campagna di indagini geofisiche non invasive condotte nel Parco Archeologico di Ostia Antica a supporto della ricerca archeologica del progetto Ostia Post Scriptum. In un contesto urbano complesso e stratificato, caratterizzato da depositi alluvionali e da un’elevata sensibilità conservativa, è stato applicato il metodo geoelettrico (ERT) con diverse configurazioni elettrodiche, al fine di individuare e mappare possibili strutture antropiche sepolte in continuità con quelle già emerse dagli scavi. Le elaborazioni dei dati hanno restituito sezioni e modelli tridimensionali che evidenziano anomalie resistive significative, localizzate nei primi 2-3 m di profondità e caratterizzate da geometrie regolari e valori compatibili con murature e fondazioni in materiali edilizi. L’analisi delle depth-slices ha consentito di definire l’estensione planimetrica e la persistenza in profondità di tali anomalie, suggerendo una probabile prosecuzione di complessi edilizi noti e l’esistenza di strutture finora ignote. I risultati confermano l’efficacia dell’ERT come strumento di supporto alla pianificazione degli scavi, contribuendo alla ricostruzione dell’organizzazione spaziale del quartiere e alla gestione sostenibile del patrimonio archeologico di Ostia Antica.
Applied Geophysics, Archaeology, Ostia Antica, Electrical Resistivity Tomography (ERT)
Geofisica Applicata, Archeologia, Ostia antica, Tomografia elettrica di Resistività (ERT)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/733614
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