L’articolo presenta le attività svolte dall’Università di Catania nei due siti di Haghia Triada e Festòs negli anni 2019-2021, quando si è deciso di completare il progetto di sistemazione dell’area archeologica elaborato nel 2009 a seguito di sollecitazione del Ministero della Cultura greco, al fine di ridurre il deterioramento delle strutture a causa del dissesto idrico. Le attività sono durate tre anni e prevedevano la costruzione di un muro per il contenimento delle acque a E dell’area archeologica, il riempimento di vecchie trincee, la creazione di un sistema più efficace di smaltimento delle acque e l’allargamento della copertura del Quartiere Orientale della Villa Reale. Gli scavi per la trincea di fondazione del muro, i sondaggi preliminari nell’area a O dell’Edificio Ovest e i saggi per la messa in opera dei pali di sostegno della nuova copertura hanno portato nuovi dati che riguardano: la possibile esistenza di depositi di statuine lungo il pendio a E dell’area archeologica e di strutture TM IIIA-B a E della Stoa dell’Agora; la scoperta di un deposito MM III nell’area a O dell’Edificio Ovest che colma la lacuna tra i livelli MM II e TM I già noti in questo settore; una migliore conoscenza della sequenza di lastricati nell’area del Piazzale Superiore. A Festòs è stata restaurata una larnax. Nel contempo, la ripresa dei lavori a Haghia Triada ha sottolineato, come a Festòs, l’esigenza di una nuova documentazione cartografica e grafica che integrasse la documentazione edita con le nuove aereofotogrammetrie dell’area della Villa/Villaggio e del settore NE, da inserire in una piattaforma GIS che viene presentata in questo articolo. Le potenzialità offerte da questo strumento si configurano come fondamentali per la ricerca scientifica, investendo anche l’aspetto della gestione integrata dei dati di scavo e dei magazzini. Si presenta, infine, una nota sulla scoperta, da parte della Eforia di Heraklion, di un deposito ceramico neopalaziale entro cavità nella roccia lungo la strada a E dell’area archeologica.
LAVORI DELL’UNIVERSITÀ DI CATANIA A FESTÒS E HAGHIA TRIADA 2019-2021*
Pietro Maria Militello;Francesca Buscemi;Dario Puglisi;Marianna Figuera
2025-01-01
Abstract
L’articolo presenta le attività svolte dall’Università di Catania nei due siti di Haghia Triada e Festòs negli anni 2019-2021, quando si è deciso di completare il progetto di sistemazione dell’area archeologica elaborato nel 2009 a seguito di sollecitazione del Ministero della Cultura greco, al fine di ridurre il deterioramento delle strutture a causa del dissesto idrico. Le attività sono durate tre anni e prevedevano la costruzione di un muro per il contenimento delle acque a E dell’area archeologica, il riempimento di vecchie trincee, la creazione di un sistema più efficace di smaltimento delle acque e l’allargamento della copertura del Quartiere Orientale della Villa Reale. Gli scavi per la trincea di fondazione del muro, i sondaggi preliminari nell’area a O dell’Edificio Ovest e i saggi per la messa in opera dei pali di sostegno della nuova copertura hanno portato nuovi dati che riguardano: la possibile esistenza di depositi di statuine lungo il pendio a E dell’area archeologica e di strutture TM IIIA-B a E della Stoa dell’Agora; la scoperta di un deposito MM III nell’area a O dell’Edificio Ovest che colma la lacuna tra i livelli MM II e TM I già noti in questo settore; una migliore conoscenza della sequenza di lastricati nell’area del Piazzale Superiore. A Festòs è stata restaurata una larnax. Nel contempo, la ripresa dei lavori a Haghia Triada ha sottolineato, come a Festòs, l’esigenza di una nuova documentazione cartografica e grafica che integrasse la documentazione edita con le nuove aereofotogrammetrie dell’area della Villa/Villaggio e del settore NE, da inserire in una piattaforma GIS che viene presentata in questo articolo. Le potenzialità offerte da questo strumento si configurano come fondamentali per la ricerca scientifica, investendo anche l’aspetto della gestione integrata dei dati di scavo e dei magazzini. Si presenta, infine, una nota sulla scoperta, da parte della Eforia di Heraklion, di un deposito ceramico neopalaziale entro cavità nella roccia lungo la strada a E dell’area archeologica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


