L'utopia, il non luogo, è una categoria comune a tutte le arti della narrazione, a causa della loro intrinseca natura allegorica: per raccontare la realtà, anche in chiave naturalista-realista, occorre interpretarla, filtrarla, operare manipolazioni linguistiche e metaforiche per ricostruirla e, almeno in parte, re-inventarla. Esiste, perciò, un nonluogo letterario, teatrale, cinematografico, pittorico ma quali le specificità del nonluogo programmatico delle utopie come genere letterario? Proveremo ad orientarci lungo il cammino millenario dell'utopia, tenendo conto dei contesti culturali, tecnologici e politico-sociali in cui viene teorizzata, fino alla lezione storica del '900 che dimostra come la chimera di una società perfetta possa essere utilizzata in funzione anti-umanista (in chiave bellica, propagandistica, di controllo sociale, eugenetica, ecc...) e causare il ribaltamento prospettico dell'utopia in distopia. Poiché quest'ultima è una proiezione immaginaria in un mondo non auspicabile ma futuribile, ecco che la distopia viene assorbita dalla fantascienza come uno dei suoi schemi narrativi principali. Ma dove ha inizio il percorso che porta da utopia a distopia?

L'immaginario utopico e distopico: origine, temi e forme espressive. Appunti di viaggio tra cinema e letteratura

PILLERA, GIUSEPPE CARMELO
2010

Abstract

L'utopia, il non luogo, è una categoria comune a tutte le arti della narrazione, a causa della loro intrinseca natura allegorica: per raccontare la realtà, anche in chiave naturalista-realista, occorre interpretarla, filtrarla, operare manipolazioni linguistiche e metaforiche per ricostruirla e, almeno in parte, re-inventarla. Esiste, perciò, un nonluogo letterario, teatrale, cinematografico, pittorico ma quali le specificità del nonluogo programmatico delle utopie come genere letterario? Proveremo ad orientarci lungo il cammino millenario dell'utopia, tenendo conto dei contesti culturali, tecnologici e politico-sociali in cui viene teorizzata, fino alla lezione storica del '900 che dimostra come la chimera di una società perfetta possa essere utilizzata in funzione anti-umanista (in chiave bellica, propagandistica, di controllo sociale, eugenetica, ecc...) e causare il ribaltamento prospettico dell'utopia in distopia. Poiché quest'ultima è una proiezione immaginaria in un mondo non auspicabile ma futuribile, ecco che la distopia viene assorbita dalla fantascienza come uno dei suoi schemi narrativi principali. Ma dove ha inizio il percorso che porta da utopia a distopia?
antiutopia, cinema, distopia, fantascienza, immaginario, letteratura, utopia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11769/303368
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