Che cosa s’intende con “traduzione femminista”? Un modo femminista, o femminile, di tradurre esiste in senso assoluto, applicabile a qualsiasi testo-fonte? Da quali posizioni teoriche scaturisce il concetto di traduzione femminista elaborato nell’ambito dei Translation Studies negli anni ’80, intorno al quale oggi si continua a produrre discorso accademico? Come si spiega la discrepanza tra la traduzione femminista teorizzata nell’accademia e la pratica politica fuori dall’accademia? Per tentare di rispondere a queste domande, nella prima parte di questo articolo propongo di guardare alla traduzione come pratica politica nella storia del femminismo degli anni ’70 in Occidente e alla ricca produzione teorica elaborata prima che i termini “donne”, “genere” e “femminista” facessero il loro ingresso nei Translation Studies, e prima che le studiose (e oggi anche gli studiosi) teorizzassero l’esistenza e la specificità di una “traduzione femminista”. Nella seconda parte mi concentrerò su alcuni esempi di traduzione femminista nell’Italia di oggi, dal mediattivismo all’editoria, e sul case-study della recente traduzione italiana di "SCUM Manifesto" di Valerie Solanas, come esempio concreto di pratica traduttiva femminista.

Quale femminismo nella 'traduzione femminista'? Dagli anni '70 a 'Manifesto SCUM' (2018): la traduzione come atto politico

Stefania Arcara
2019

Abstract

Che cosa s’intende con “traduzione femminista”? Un modo femminista, o femminile, di tradurre esiste in senso assoluto, applicabile a qualsiasi testo-fonte? Da quali posizioni teoriche scaturisce il concetto di traduzione femminista elaborato nell’ambito dei Translation Studies negli anni ’80, intorno al quale oggi si continua a produrre discorso accademico? Come si spiega la discrepanza tra la traduzione femminista teorizzata nell’accademia e la pratica politica fuori dall’accademia? Per tentare di rispondere a queste domande, nella prima parte di questo articolo propongo di guardare alla traduzione come pratica politica nella storia del femminismo degli anni ’70 in Occidente e alla ricca produzione teorica elaborata prima che i termini “donne”, “genere” e “femminista” facessero il loro ingresso nei Translation Studies, e prima che le studiose (e oggi anche gli studiosi) teorizzassero l’esistenza e la specificità di una “traduzione femminista”. Nella seconda parte mi concentrerò su alcuni esempi di traduzione femminista nell’Italia di oggi, dal mediattivismo all’editoria, e sul case-study della recente traduzione italiana di "SCUM Manifesto" di Valerie Solanas, come esempio concreto di pratica traduttiva femminista.
traduzione; teoria politica femminista; pensiero della differenza; french feminism; Valerie Solanas; femminismo radicale; anni Settanta
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/374413
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