Under the framework of the EU territorial cohe- sion policy, the Italian National Strategy for Inner Areas (SNAI) was established as an opportunity to test a place-based approach to policy making, able to intersect the social innovation paradigm and the co-production perspective. However, the current phase of implementation of the SNAI is now posing speci!c challenges, some of which are speci!cally related to the di

La prima stagione della SNAI è stata occasione per sperimentare un approccio alla co-progettazione di tipo place-based (Barca et al., 2012). Gli enti locali sono stati, da un lato, considerati un perno attorno cui aggregare la capacità propositiva di diversi attori (Lucatelli e Monaco, 2018); dall’altro, sono stati chiamati a un confronto con enti intermedi, Regioni e Ministeri in un assetto di lavoro multi-livello (Barca et al., 2014). Tale approccio alla co-progettazione ha posto diverse sfide e generato in alcuni casi lentezze, rendendo il raggiungimento dell’Accordo Programma Quadro (APQ) esito di percorsi lunghi e complessi. Ma l’APQ è, in realtà, il momento di avvio e non di arrivo, se si guarda alle effettive ricadute concrete che la SNAI dovrebbe avere sulla qualità della vita dei cittadini. Proprio per la centralità della fase di attuazione, tanto per la SNAI quanto per le politiche di coesione in generale, è necessario interrogarsi a fondo sui meccanismi di realizzazione e monitoraggio degli interventi. Tali meccanismi dovrebbero, infatti, consentire un’aderenza delle effettive azioni trasformative con quanto messo a fuoco in fase di co-progettazione (scenari desiderati, risultati attesi, ecc.) da una pluralità di soggetti. L’esperienza della Valle del Simeto in Sicilia, area sperimentale di rilevanza nazionale per la capacità della società civile organizzata di incidere dal basso sugli assetti istituzionali (Saija, 2015), ha consentito di elaborare alcune riflessioni sulle difficoltà emerse in fase di co-progettazione (Pappalardo, 2019; Saija e Pappalardo, 2020) e offre oggi alcuni spunti nel merito dei possibili meccanismi da mettere in atto in fase di attuazione, al fine di garantire un protagonismo costruttivo della società civile anche nel momento in cui i progetti divengono trasformazioni territoriali. È in corso un esperimento di costruzione di un osservatorio civico composto da diversi soggetti della comunità locale, tra cui insegnanti, medici, giovani abitanti dell’area e, in generale, volontari da anni impegnati nel percorso di attivismo coagulato attorno al Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto. L’osservatorio si pone come obiettivo quello di costruire non soltanto dei meccanismi di monitoraggio civico, applicando lo strumento dei patti di integrità, ma anche di animare quelle azioni di comunità (per esempio, i LivingLabs) che si svuoterebbero di senso se venisse a mancare il contributo della comunità stessa proprio in fase di realizzazione. Il presente scritto prende le mosse da un processo di ricerca-azione (Coghlan e Brydon-Miller, 2014) e intende mettere a fuoco quali meccanismi di attuazione possano essere previsti, nel disegno delle politiche, al fine di consentire un’interazione costruttiva tra società civile organizzata e istituzioni nel delicato momento attuativo, considerando la necessità di costruire nuove capacità dentro le istituzioni pubbliche come precondizione per una buona riuscita delle politiche di coesione.

Oltre la co-progettazione. Le politiche di coesione territoriale alla sfida dell’attuazione

Giusy Pappalardo;Giulia Li Destri Nicosia;Laura Saija
2020-01-01

Abstract

Under the framework of the EU territorial cohe- sion policy, the Italian National Strategy for Inner Areas (SNAI) was established as an opportunity to test a place-based approach to policy making, able to intersect the social innovation paradigm and the co-production perspective. However, the current phase of implementation of the SNAI is now posing speci!c challenges, some of which are speci!cally related to the di
2020
La prima stagione della SNAI è stata occasione per sperimentare un approccio alla co-progettazione di tipo place-based (Barca et al., 2012). Gli enti locali sono stati, da un lato, considerati un perno attorno cui aggregare la capacità propositiva di diversi attori (Lucatelli e Monaco, 2018); dall’altro, sono stati chiamati a un confronto con enti intermedi, Regioni e Ministeri in un assetto di lavoro multi-livello (Barca et al., 2014). Tale approccio alla co-progettazione ha posto diverse sfide e generato in alcuni casi lentezze, rendendo il raggiungimento dell’Accordo Programma Quadro (APQ) esito di percorsi lunghi e complessi. Ma l’APQ è, in realtà, il momento di avvio e non di arrivo, se si guarda alle effettive ricadute concrete che la SNAI dovrebbe avere sulla qualità della vita dei cittadini. Proprio per la centralità della fase di attuazione, tanto per la SNAI quanto per le politiche di coesione in generale, è necessario interrogarsi a fondo sui meccanismi di realizzazione e monitoraggio degli interventi. Tali meccanismi dovrebbero, infatti, consentire un’aderenza delle effettive azioni trasformative con quanto messo a fuoco in fase di co-progettazione (scenari desiderati, risultati attesi, ecc.) da una pluralità di soggetti. L’esperienza della Valle del Simeto in Sicilia, area sperimentale di rilevanza nazionale per la capacità della società civile organizzata di incidere dal basso sugli assetti istituzionali (Saija, 2015), ha consentito di elaborare alcune riflessioni sulle difficoltà emerse in fase di co-progettazione (Pappalardo, 2019; Saija e Pappalardo, 2020) e offre oggi alcuni spunti nel merito dei possibili meccanismi da mettere in atto in fase di attuazione, al fine di garantire un protagonismo costruttivo della società civile anche nel momento in cui i progetti divengono trasformazioni territoriali. È in corso un esperimento di costruzione di un osservatorio civico composto da diversi soggetti della comunità locale, tra cui insegnanti, medici, giovani abitanti dell’area e, in generale, volontari da anni impegnati nel percorso di attivismo coagulato attorno al Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto. L’osservatorio si pone come obiettivo quello di costruire non soltanto dei meccanismi di monitoraggio civico, applicando lo strumento dei patti di integrità, ma anche di animare quelle azioni di comunità (per esempio, i LivingLabs) che si svuoterebbero di senso se venisse a mancare il contributo della comunità stessa proprio in fase di realizzazione. Il presente scritto prende le mosse da un processo di ricerca-azione (Coghlan e Brydon-Miller, 2014) e intende mettere a fuoco quali meccanismi di attuazione possano essere previsti, nel disegno delle politiche, al fine di consentire un’interazione costruttiva tra società civile organizzata e istituzioni nel delicato momento attuativo, considerando la necessità di costruire nuove capacità dentro le istituzioni pubbliche come precondizione per una buona riuscita delle politiche di coesione.
Ricerca-azione; apprendimento istituzionale; capabilities; aree interne; monitoraggio civico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/501253
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