The Dialogi and the Registrum epistularum of Gregory the Great (590-604) constitute two precious texts on the pontiff's approach to the theme of poverty. Through these two fundamental sources it is possible, on the one hand, to observe in the hagiographic collection the miracles performed by the saints, who, thanks to God's favour, were able to remedy the various situations of need in which the poor, especially in rural areas, found themselves; on the other hand, it is possible to see in the collection of letters Gregory's constant and punctual attention to ensuring that the Church's resources were correctly used in favour of the pauperes. A twofold point of view, therefore, on the question of paupertas which, dealt with from the point of view of the thaumaturgical-spiritual and from the point of view of the administrative management of the patrimonium of the Church of Rome, remained in Gregory's conception a means for the richest to take care of the neediest and, through their charity, to deserve the reward of the Kingdom of Heaven.

I Dialogi e il Registrum epistularum di Gregorio Magno (590-604) costituiscono due preziose testimonianze sull’approccio del pontefice con il tema della povertà. Attraverso queste due fondamentali fonti è possibile, da una parte, osservare nella raccolta agiografica i miracoli compiuti dai santi, che grazie al favore di Dio ponevano rimedio alle diverse situazioni di necessità in cui, soprattutto in ambito rurale, versavano i più bisognosi; dall’altra parte, è possibile cogliere nella raccolta epistolare la costante e puntuale attenzione posta da Gregorio nel far sì che i beni della Chiesa venissero correttamente impiegati a favore dei pauperes. Un duplice punto di vista, dunque, sulla questione della paupertas che, affrontata sotto il profilo ora taumaturgico-spirituale ora della gestione amministrativa del patrimonium della Chiesa di Roma, rimaneva nella concezione di Gregorio un mezzo affinché i più ricchi potessero prendersi cura degli emarginati e, tramite la loro carità, meritare la ricompensa del regno dei cieli.

Poveri ed emarginati nei Dialogi e nel Registrum epistularum di Gregorio Magno

Piazza Emanuele
2021-01-01

Abstract

The Dialogi and the Registrum epistularum of Gregory the Great (590-604) constitute two precious texts on the pontiff's approach to the theme of poverty. Through these two fundamental sources it is possible, on the one hand, to observe in the hagiographic collection the miracles performed by the saints, who, thanks to God's favour, were able to remedy the various situations of need in which the poor, especially in rural areas, found themselves; on the other hand, it is possible to see in the collection of letters Gregory's constant and punctual attention to ensuring that the Church's resources were correctly used in favour of the pauperes. A twofold point of view, therefore, on the question of paupertas which, dealt with from the point of view of the thaumaturgical-spiritual and from the point of view of the administrative management of the patrimonium of the Church of Rome, remained in Gregory's conception a means for the richest to take care of the neediest and, through their charity, to deserve the reward of the Kingdom of Heaven.
2021
I Dialogi e il Registrum epistularum di Gregorio Magno (590-604) costituiscono due preziose testimonianze sull’approccio del pontefice con il tema della povertà. Attraverso queste due fondamentali fonti è possibile, da una parte, osservare nella raccolta agiografica i miracoli compiuti dai santi, che grazie al favore di Dio ponevano rimedio alle diverse situazioni di necessità in cui, soprattutto in ambito rurale, versavano i più bisognosi; dall’altra parte, è possibile cogliere nella raccolta epistolare la costante e puntuale attenzione posta da Gregorio nel far sì che i beni della Chiesa venissero correttamente impiegati a favore dei pauperes. Un duplice punto di vista, dunque, sulla questione della paupertas che, affrontata sotto il profilo ora taumaturgico-spirituale ora della gestione amministrativa del patrimonium della Chiesa di Roma, rimaneva nella concezione di Gregorio un mezzo affinché i più ricchi potessero prendersi cura degli emarginati e, tramite la loro carità, meritare la ricompensa del regno dei cieli.
Gregory the Great-Medieval Poverty-Early Medieval Italy-Dialogi-Registrum epistularum
Gregorio Magno-Povertà medievale-Italia altomedievale-Dialogi-Registrum epistularum
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