This essay deals with how translational processes may be incorporated in narratives concerned with the relational modes in which hybrid subjectivities may come into being. In altre parole, Jhumpa Lahiri’s autobiographical work which addresses the author’s relationship to Italian as a foreign language, as well as her choice of Italian as the language of her most recent literary production, is analysed as a text which does not only represent, but also stages the processes through which a second language is learnt and contributes in redefining the self-perception of the speaer. lthough Lahiri describes her fiction as an apparently intimate space of isolation and exile, in this essay I argue that it is overdetermined by an awareness of the transpersonal, relational nature of subjectivity, as well as by the desire to explore languages as sites of both exile and reconnection. lso, by shoing that language is, itself, a place of alterity, she challenges notions of selfhood and otherness, and engages with interlinguistic and intercultural communication as forms of mutual understanding and respect

Questo saggio descrive come alcune narrazioni che affrontano le modalità relazionali di costituzione di soggettività ibride possano incorporare processi (auto)traduttivi. In altre parole, l’opera autobiografica di Jhumpa Lahiri che affronta la relazione dell’autrice con l’italiano come lingua straniera e come lingua della sua più recente produzione letteraria, è qui analizzato come un testo che mette in atto i processi di apprendimento e auto-ridefinizione di un parlante non nativo. Sebbene Lahiri descriva la sua narrativa come uno spazio apparentemente intimo di esilio ed isolamento, questo saggio dimostra che essa è invece caratterizzata da una consapevolezza della natura transpersonale e relazionale della soggettività, oltre che dal desiderio di esplorare le lingue come luoghi di esilio e connessione con l’altro. Inoltre, dimostrando che la lingua è essa stessa un luogo di alterità, Lahiri affronta la comunicazione interlinguistica e interculturale come forme di mutua comprensione e di rispetto reciproco.

Jhumpa Lahiri’s Narratives of Self-Translation as Dynamic Encounters with the Other

Ravizza, Eleonora
2019-01-01

Abstract

This essay deals with how translational processes may be incorporated in narratives concerned with the relational modes in which hybrid subjectivities may come into being. In altre parole, Jhumpa Lahiri’s autobiographical work which addresses the author’s relationship to Italian as a foreign language, as well as her choice of Italian as the language of her most recent literary production, is analysed as a text which does not only represent, but also stages the processes through which a second language is learnt and contributes in redefining the self-perception of the speaer. lthough Lahiri describes her fiction as an apparently intimate space of isolation and exile, in this essay I argue that it is overdetermined by an awareness of the transpersonal, relational nature of subjectivity, as well as by the desire to explore languages as sites of both exile and reconnection. lso, by shoing that language is, itself, a place of alterity, she challenges notions of selfhood and otherness, and engages with interlinguistic and intercultural communication as forms of mutual understanding and respect
2019
Questo saggio descrive come alcune narrazioni che affrontano le modalità relazionali di costituzione di soggettività ibride possano incorporare processi (auto)traduttivi. In altre parole, l’opera autobiografica di Jhumpa Lahiri che affronta la relazione dell’autrice con l’italiano come lingua straniera e come lingua della sua più recente produzione letteraria, è qui analizzato come un testo che mette in atto i processi di apprendimento e auto-ridefinizione di un parlante non nativo. Sebbene Lahiri descriva la sua narrativa come uno spazio apparentemente intimo di esilio ed isolamento, questo saggio dimostra che essa è invece caratterizzata da una consapevolezza della natura transpersonale e relazionale della soggettività, oltre che dal desiderio di esplorare le lingue come luoghi di esilio e connessione con l’altro. Inoltre, dimostrando che la lingua è essa stessa un luogo di alterità, Lahiri affronta la comunicazione interlinguistica e interculturale come forme di mutua comprensione e di rispetto reciproco.
Self-Translation
Otherness
Empathy
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/553164
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? 2
social impact