The paper focuses on specific case studies concerning the representation of the figure of the poor in bishop Gregory of Tours’ ‘Libri Historiarum’. The analysis of this source demonstrates how the needy, although on the edge of society, nevertheless constituted a significant spiritual resource for those who wanted to ensure the purification from their sins through alms, especially the richest. This constituted a dynamics of reciprocal remuneration through which, on the one hand, the suffering of the indigent was made less arduous by the charity of the divites ; on the other hand, the pauperes themselves were believed to act in favour of their earthly benefactors in the afterlife. Although certainly marginal figures, the poor were not, therefore, completely excluded from Merovingian society in the sixth century. Rather, in the Gaul of the ‘Libri Historiarum’, an attempt was made to offer them adequate assistance thanks to the concrete measures taken by those who, whether lay or ecclesiastical, recognised, as Peter Brown has pointed out, the figure of Christ in every needy. Such benefactors were able to offer help to those who extended their hands to receive alms. At the same time, they earned a credit for the salvation of their souls to enter the kingdom of heaven. The different social function of the poor, as illustrated by Gregory of Tours, finds a full correspondence in the theological and social vision of other illustrious Christian authors of the sixth century, such as bishop Caesarius of Arles and, above all, Pope Gregory the Great. These maintained that, according to divine providence, the inferior pay respect to the superior and the superior show benevolence towards the inferior, thus creating a single concordant harmony. The paper, therefore, highlights the different social functions of pauperes both by studying some specific figures of indigents and by examining the ecclesiastical mentality concerning the general question of poverty and its effects on marginalisation.

L'articolo si concentra su casi specifici riguardanti la rappresentazione della figura del povero nei "Libri Historiarum" del vescovo Gregorio di Tours. L'analisi di questa fonte dimostra come i bisognosi, pur essendo ai margini della società, costituissero comunque una significativa risorsa spirituale per coloro che volevano assicurarsi la purificazione dai propri peccati attraverso l'elemosina, soprattutto i più ricchi. Si configurava così una dinamica di reciproca remunerazione attraverso la quale, da un lato, le sofferenze degli indigenti erano rese meno ardue dalla carità dei devoti; dall'altro, si riteneva che gli stessi pauperes agissero a favore dei loro benefattori terreni nell'aldilà. Pur essendo certamente figure marginali, i poveri non erano quindi completamente esclusi dalla società merovingia del VI secolo. Anzi, nella Gallia dei Libri Historiarum si cerca di offrire loro un'assistenza adeguata grazie alle misure concrete adottate da chi, laico o ecclesiastico, riconosceva, come ha sottolineato Peter Brown, la figura di Cristo in ogni bisognoso. Tali benefattori erano in grado di offrire aiuto a coloro che tendevano la mano per ricevere l'elemosina. Allo stesso tempo, si guadagnavano un credito per la salvezza delle loro anime per entrare nel regno dei cieli. La diversa funzione sociale dei poveri, illustrata da Gregorio di Tours, trova piena corrispondenza nella visione teologica e sociale di altri illustri autori cristiani del VI secolo, come il vescovo Cesario di Arles e, soprattutto, papa Gregorio Magno. Questi sostenevano che, secondo la divina provvidenza, gli inferiori portano rispetto ai superiori e i superiori mostrano benevolenza verso gli inferiori, creando così un'unica concordante armonia. Il saggio, quindi, mette in luce le diverse funzioni sociali dei pauperes sia studiando alcune figure specifiche di indigenti, sia esaminando la mentalità ecclesiastica riguardo alla questione generale della povertà e ai suoi effetti sull'emarginazione.

The pauperes in the ‘Libri Historiarum’ of Gregory of Tours. Some Case Studies

Emanuele Piazza
2023-01-01

Abstract

The paper focuses on specific case studies concerning the representation of the figure of the poor in bishop Gregory of Tours’ ‘Libri Historiarum’. The analysis of this source demonstrates how the needy, although on the edge of society, nevertheless constituted a significant spiritual resource for those who wanted to ensure the purification from their sins through alms, especially the richest. This constituted a dynamics of reciprocal remuneration through which, on the one hand, the suffering of the indigent was made less arduous by the charity of the divites ; on the other hand, the pauperes themselves were believed to act in favour of their earthly benefactors in the afterlife. Although certainly marginal figures, the poor were not, therefore, completely excluded from Merovingian society in the sixth century. Rather, in the Gaul of the ‘Libri Historiarum’, an attempt was made to offer them adequate assistance thanks to the concrete measures taken by those who, whether lay or ecclesiastical, recognised, as Peter Brown has pointed out, the figure of Christ in every needy. Such benefactors were able to offer help to those who extended their hands to receive alms. At the same time, they earned a credit for the salvation of their souls to enter the kingdom of heaven. The different social function of the poor, as illustrated by Gregory of Tours, finds a full correspondence in the theological and social vision of other illustrious Christian authors of the sixth century, such as bishop Caesarius of Arles and, above all, Pope Gregory the Great. These maintained that, according to divine providence, the inferior pay respect to the superior and the superior show benevolence towards the inferior, thus creating a single concordant harmony. The paper, therefore, highlights the different social functions of pauperes both by studying some specific figures of indigents and by examining the ecclesiastical mentality concerning the general question of poverty and its effects on marginalisation.
2023
L'articolo si concentra su casi specifici riguardanti la rappresentazione della figura del povero nei "Libri Historiarum" del vescovo Gregorio di Tours. L'analisi di questa fonte dimostra come i bisognosi, pur essendo ai margini della società, costituissero comunque una significativa risorsa spirituale per coloro che volevano assicurarsi la purificazione dai propri peccati attraverso l'elemosina, soprattutto i più ricchi. Si configurava così una dinamica di reciproca remunerazione attraverso la quale, da un lato, le sofferenze degli indigenti erano rese meno ardue dalla carità dei devoti; dall'altro, si riteneva che gli stessi pauperes agissero a favore dei loro benefattori terreni nell'aldilà. Pur essendo certamente figure marginali, i poveri non erano quindi completamente esclusi dalla società merovingia del VI secolo. Anzi, nella Gallia dei Libri Historiarum si cerca di offrire loro un'assistenza adeguata grazie alle misure concrete adottate da chi, laico o ecclesiastico, riconosceva, come ha sottolineato Peter Brown, la figura di Cristo in ogni bisognoso. Tali benefattori erano in grado di offrire aiuto a coloro che tendevano la mano per ricevere l'elemosina. Allo stesso tempo, si guadagnavano un credito per la salvezza delle loro anime per entrare nel regno dei cieli. La diversa funzione sociale dei poveri, illustrata da Gregorio di Tours, trova piena corrispondenza nella visione teologica e sociale di altri illustri autori cristiani del VI secolo, come il vescovo Cesario di Arles e, soprattutto, papa Gregorio Magno. Questi sostenevano che, secondo la divina provvidenza, gli inferiori portano rispetto ai superiori e i superiori mostrano benevolenza verso gli inferiori, creando così un'unica concordante armonia. Il saggio, quindi, mette in luce le diverse funzioni sociali dei pauperes sia studiando alcune figure specifiche di indigenti, sia esaminando la mentalità ecclesiastica riguardo alla questione generale della povertà e ai suoi effetti sull'emarginazione.
Gregory of Tours-Poor-Merovingian Gaul
Gregorio di Tours-Poveri-Gallia merovingia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/576989
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