Nel corso dell’ultimo decennio, l’Ungheria e la Polonia hanno avviato un piano di ri- forme volte ad assoggettare il potere giudiziario al controllo politico dell’esecutivo. In un sistema giurisdizionale interdipendente quale quello europeo, l’indebolimento delle garanzie predisposte a tutela dei giudici in uno o più Stati membri genera un indeboli- mento nel funzionamento dell’intera struttura giurisdizionale dell’Unione. In questo contesto, il contributo esamina la strategia interpretativa adottata dalla Corte di Giu- stizia per tutelare l’indipendenza e l’imparzialità degli organi giurisdizionali nazionali. Sulla scorta delle più recenti pronunce della Corte, il lavoro esamina il nuovo rapporto tra l’art. 19, par. 1 TUE e l’art. 47 della Carta, letti alla luce dell’art. 2 TUE, evidenziando come gli obblighi incombenti sugli Stati membri in virtù dell’art. 19, par. 1, TUE siano stati delineati quale contropartita del diritto fondamentale già sancito dall’art. 47 della Carta. Tracciando un nuovo standard di tutela dell’indipendenza dei giudici nazionali, la Corte sembrerebbe aver esteso la sua giurisdizione ad un’area prima rimessa alle valutazioni dei singoli Stati membri. La giurisdizionalizzazione del conflitto politico sulla crisi dello Stato di diritto ha consentito l’individuazione di soluzioni più rapide ed effettive a livello europeo. Tuttavia, i più recenti avvenimenti evidenziano la necessità di una risposta politica forte al conflitto sui valori dell’Unione.

“You cannot beat something with nothing”: ossia la strategia della Corte di giustizia per tutelare l ́indipendenza dei giudici nazionali (e lo Stato di diritto) nello spazio giuridico europeo

Claudia Cinnirella
2020-01-01

Abstract

Nel corso dell’ultimo decennio, l’Ungheria e la Polonia hanno avviato un piano di ri- forme volte ad assoggettare il potere giudiziario al controllo politico dell’esecutivo. In un sistema giurisdizionale interdipendente quale quello europeo, l’indebolimento delle garanzie predisposte a tutela dei giudici in uno o più Stati membri genera un indeboli- mento nel funzionamento dell’intera struttura giurisdizionale dell’Unione. In questo contesto, il contributo esamina la strategia interpretativa adottata dalla Corte di Giu- stizia per tutelare l’indipendenza e l’imparzialità degli organi giurisdizionali nazionali. Sulla scorta delle più recenti pronunce della Corte, il lavoro esamina il nuovo rapporto tra l’art. 19, par. 1 TUE e l’art. 47 della Carta, letti alla luce dell’art. 2 TUE, evidenziando come gli obblighi incombenti sugli Stati membri in virtù dell’art. 19, par. 1, TUE siano stati delineati quale contropartita del diritto fondamentale già sancito dall’art. 47 della Carta. Tracciando un nuovo standard di tutela dell’indipendenza dei giudici nazionali, la Corte sembrerebbe aver esteso la sua giurisdizione ad un’area prima rimessa alle valutazioni dei singoli Stati membri. La giurisdizionalizzazione del conflitto politico sulla crisi dello Stato di diritto ha consentito l’individuazione di soluzioni più rapide ed effettive a livello europeo. Tuttavia, i più recenti avvenimenti evidenziano la necessità di una risposta politica forte al conflitto sui valori dell’Unione.
2020
Corte di giustizia dell’Unione europea – Stato di diritto – Art. 2 TUE – Principio di in- dipendenza del potere giudiziario – Tutela giurisdizionale effettiva – Art. 19, par. 1 TUE – Diritto di accesso ad un giudice terzo ed imparziale – Art. 47, Carta dei diritti fondamentali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11769/699569
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